Editoriale

Saggi

Francesco Di Leo
Sostenibilità, disclosure e performance multidimensionale nelle banche italiane

Sintesi

Sostenibilità, disclosure e performance multidimensionale nelle banche italiane

Il presente articolo si occupa di analizzare e misurare la sostenibilità, intesa come attitudine di un’impresa a creare un valore economico nel lungo periodo, tenendo conto della propria identità, organizzazione, cultura, strategia ed anche dei rischi, della reputazione, dell’etica, del territorio, della collettività, dell’ambiente e in generale di tutti i principali stakeholders. Oggi, il confronto con il tema della sostenibilità rappresenta una necessità strategica e operativa, avvertita da molti, che pone nuovi interrogativi nella gestione e nello sviluppo di differenti tecniche di misurazione del valore economico degli intermediari finanziari. In tale prospettiva, la ricerca si muove lungo tre linee d’indagine. Misura la disclosure, intesa come accountability, e ne vuole misurare l’intensità della qualità. Introduce un indicatore composito di performance multidimensionale, che è un indicatore di risultato composto di quattro dimensioni (finanza, processi interni, clienti e apprendimento e sviluppo). Studia e analizza l’impatto della disclosure, e dei suoi elementi, sulla performance di un campione di banche italiane, per l’anno 2013, per dimostrare che un’accresciuta trasparenza degli intermediari ha un impatto positivo sulla performance. Questo lavoro pone le basi, nell’ambito della teoria che si occupa della Stakeholder Management, per l’introduzione di una metrica diversa per la misurazione della performance bancaria, la cui utilità, anche ai fini dei sistemi di gestione, dipende dalla natura e quantità dei dati utilizzabili.

Abstract

Sustainabilty, disclosure and performance in banks: the Italian case

This research investigates disclosure practice of Italian banks in 2013. First, it constructs with modern statistical technique (Structural Equation Modelling- PLS-PM) a complete disclosure index considering all the qualitative items describing and governing voluntary and mandatory disclosure. Then, it estimates with the same statistical technique (SEM) variables inside a Balanced Scorecard model that is the most important Performance Measurement System exploited by banks. Finally, this paper describes and tries to demonstrate the cause and effect relationship existing between disclosure and performance. This study is an attempt to develop a new multidimensional corporate measuring system inside the Stakeholder Management System theory trying to give a first answer hoping to find a different, innovative and strategic measure of bank performance.


Contributi

Claudio Boido , Paolo Ceccherini
Investimenti alternativi: gli emotional assets

Sintesi

Investimenti alternativi: gli emotional assets

Nell’ultimo decennio le insoddisfacenti performances delle asset class tradizionali e la presenza di tassi di interesse negativi hanno spinto, in special modo, i gestori attivi a selezionare gli investimenti alternativi. Gli active managers hanno consigliato alla fascia alta di clientela, la possibilità di investire in beni da collezione (oggetti d’arte, gioielli, vini d’annata e auto d’epoca). Tali asset hanno la peculiarità di suscitare nell’investitore una reazione emotiva legata al piacere di possederli (emotional asset).
Nella prima parte sono stati presi in considerazione il mercato e gli aspetti valutativi dei beni da collezione, con l’evidenza di alcuni drivers che incidono sul trade-off rischio rendimento. Nella seconda parte sono state esaminate (2006-2016) le performances dell’arte (per la peculiarità del più alto fatturato) e delle auto classiche (poiché rappresenta il bene con maggior tasso di crescita), in tre portafogli con pesi diversi, utilizzando i rispettivi indici di riferimento: azionario europeo (Eurostoxx 50), obbligazionario (S&P Eurozone Sovereign Bond), arte (Art Market Index), auto classiche (ADEMY- Classic Car Index).
I risultati ottenuti mostrano la presenza di una interessante relazione fra extra rendimento e rischio in conseguenza della implementazione del peso dell’arte e delle auto classiche. Nell’esame dei risultati ottenuti bisogna considerare che il rischio, misurabile anche per questa asset class dalla deviazione standard (Dimson-Spaenjers 2011 e Renneboog-Spaenjers 2013), dipende anche da alcuni fattori caratteristici: la scarsa liquidità, la difficoltà nella determinazione del corretto prezzo, in assenza di un mercato di negoziazione continuo e la manipolazione del prezzo dovuta a comportamenti fraudolenti.

Abstract

Alternative investments: emotional assets

In the last decade, the poor performance of traditional asset classes and the presence of negative interest rates has driven several asset managers to select alternative investments. Active managers have advised their clients to build investment portfolios with collectibles (art, jewellery, wine and classic cars ), which cause an emotional reaction linked to the pleasure of ownership (emotional asset).
In the first part we will show the financialization of collectibles, focusing on their impact on financial markets and their specific valuation. In the second part we will analyze (2006-2016) art and classic car performance in three different portfolios, using their financial market index, as a proxy: European Equity ( Eurostoxx 50) European Bond ( S&P Eurozone Sovereign Bond) arts ( Art Market Index) classic car ( Ademy Classic Car Index).
Our results show an increase in the portfolio’s return, due to the greater influence of the arts and classic cars. Observing these results, we have to consider that the risk, measured by standard deviation (Dimson-Spaenjers 2011 e Renneboog-Spaenjers 2013), in this financial sector, is characterized by: poor liquidity, uncertainty of a fair price and the fraudulent manipulation of the price.


Contributi - Sezione giovani

Edoardo Cossu
Note in tema di limiti al cumulo degli incarichi nelle società bancarie: la CRD IV e la legislazione italiana

Sintesi

Note in tema di limiti al cumulo degli incarichi nelle società bancarie: la CRD IV e la legislazione italiana

L’art. 91 della Direttiva 2013/36/UE (“CRD IV“) ha introdotto dei limiti stringenti in merito al numero degli incarichi che possono essere assunti da parte degli amministratori di società bancarie. In particolare, i membri dell’organo di gestione non possono ricoprire contemporaneamente specifiche combinazioni di incarichi, i quali non vengono “pesati” secondo un principio di proporzionalità.
Le disposizioni della CRD IV sul cumulo degli incarichi sono state parzialmente recepite dal legislatore italiano con il d.lgs. n. 72/2015 che ha modificato l’art. 26 del d.lgs. n. 385/1993 (“TUB”), il quale rimette al Ministro dell’economia e delle finanze l’emanazione di una normativa regolamentare in tema di limiti al cumulo degli incarichi degli esponenti bancari. Dato che il Ministro dell’economia e delle finanze non ha ancora attuato tale disposizione, obiettivo del presente contributo è quello di formulare alcune riflessioni sul fatto che i limiti previsti dalla CRD IV non si potrebbero ancora considerare vigenti nell’ordinamento italiano.

Abstract

Notes on the limits of the number of directorships in the banking companies: the CRD IV and the Italian law

Article 91 of the Directive 2013/36/EU (“CRD IV”) introduced restrictive limits on the number of directorships that bank directors can hold. In particular, members of management body cannot hold, at the same time, specific combinations of directorships, which are not “weighted” in accordance with a proportionality principle.
The CRD IV provisions on the subject matter have been partially implemented by the Italian legislator through the d.lgs. no. 72/2015, which modified art. 26 of the d.lgs. no. 385/1993 (“TUB”), providing that the Ministry of economy and finance shall adopt a decree on the limits of the number of directorships held by banking representatives. As the Ministry of the economy and finance has not yet implemented such provision, the aim of this paper is to develop some considerations on the fact that the limits provided for the CRD IV cannot yet be considered applicable in the Italian law.


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