Editoriale

Saggi

Guerino Ardizzi , Eleonora Iachini
Why Are Payment Habits so Heterogeneous? Evidence from Regional Panel Data in Italy

Sintesi

Perché le abitudini di pagamento sono così eterogenee? Evidenze dall’Italia

In Italia l’uso del contante è ancora predominante: anche se il numero di operazioni pro capite effettuate con strumenti elettronici ha mostrato un incremento nel corso degli ultimi anni, esso è ancora al di sotto della media dei paesi europei. Inoltre, la diffusione degli strumenti di pagamento elettronici è piuttosto diversificata a livello regionale. Il presente lavoro ha un duplice obiettivo: comprendere le ragioni sottostanti alla lenta diffusione in Italia dell’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici rispetto agli altri paesi europei e valutare se la dualità territoriale che caratterizza il nostro Paese può spiegare il largo uso del contante. A tal fine è stato applicato per la prima volta un modello di analisi della domanda di strumenti di pagamento elettronici a dati panel su base provinciale per gli anni 2005-2012. I risultati dello studio indicano che un ruolo centrale nello spiegare il ritardo italiano è giocato da fattori di sviluppo, quali la capacità innovativa e il reddito pro capite. L’economia sommersa, pur rilevante, non risulta di per sé sufficiente a spiegare il basso utilizzo di strumenti di pagamento elettronici nelle transazioni al dettaglio.

Abstract

Why Are Payment Habits so Heterogeneous? Evidence from Regional Panel Data in Italy

In Italy the use of cash is still predominant: although the number of electronic transactions per capita has increased in recent years, it is still below the European average. Further, the diffusion of electronic payment instruments is quite diversified across Italian regions. This paper examines the underlying causes of the slow spread of electronic payments in Italy by European standards and seeks to determine whether the North-South split within Italy can explain the widespread use of cash. We apply then an electronic payments demand model for the first time to a panel of 91 Italian provinces for the years 2005-12. Our findings confirm that a pivotal role in Italy’s backwardness in this field is played by the typical factors of economic development, such as innovative capacity and per capita income, and that the shadow economy, despite its large size, is not decisive as such in the low level of use of electronic payment instruments in retail transactions.

Massimo Arnone , Ferdinando Ofria , Massimo Mucciardi
The Impact of Criminality on the Riskiness of Cooperative Credit Banks in Italy: a Macro Regional Approach

Sintesi

L’impatto della criminalità sulla rischiosità delle banche di credito cooperativo in Italia: un approccio macro regionale

Il presente lavoro verifica per gli anni 2006-2011 se la maggiore rischiosità di gestione delle aziende di credito del Mezzogiorno rispetto al Centro-Nord, a prescindere dalla crisi, sia l’effetto di un certo contesto “socio-ambiente”. Si considera un campione di 390 banche di credito cooperativo, essendo gli sportelli di questo tipo di aziende distribuiti solamente all’interno della regione in cui l’azienda di credito ha sede sociale. Ciò consente di interpretare meglio il ruolo delle variabili ambientali, come la criminalità, sulla rischiosità (misurata dal rapporto sofferenze/impieghi). I risultati empirici ottenuti confermano che la maggiore rischiosità delle aziende di credito del Mezzogiorno è significativamente condizionata dai contesti socio-ambientali.

Abstract

The Impact of Criminality on the Riskiness of Cooperative Credit Banks in Italy: a Macro Regional Approach

In Italy, Cooperative Credit Banks (CCBs), unlike large banks, despite the economic downturn, have continued to extend credit to customers, but at the cost of a higher incidence of bad credit. This increased credit risk of local banks has been caused by management policy choices, such as preferring to modify the conditions applicable to credit supply and to engage firms in long-term credit relationships rather than initiating credit recovery procedures. The originality of this empirical analysis lies in its demonstration of the effects of environmental factors related to the spread of crime and lower economic well-being, higher unemployment and poverty in families on the credit market in Southern Italy. This correlation between the riskiness of credit for CCBs and socioeconomic variables has also been reported through the analysis of territorial differences between geographical areas. This analysis highlights a broader diffusion in this macro-region than in the North and Centre. Finally, an OLS approach with panel corrected standard error is provided for modelling the credit risk as a function of environmental factors.

Alessandro Bracale
Il ruolo degli investitori di Private Equity nelle IPO Europee

Sintesi

Il ruolo degli investitori di Private Equity nelle IPO Europee

L’obiettivo di quest’articolo è lo studio del ruolo svolto dai fondi di private equity nel mercato europeo delle Initial Public Offering (IPO). Utilizzando un campione di imprese appartenenti a 17 paesi europei, che hanno effettuato l’IPO tra il 1997 e il 2011, viene analizzato l’effetto che la presenza di tali operatori ha su alcune delle anomalie legate al processo di quotazione. Dall’analisi emerge che le imprese PEVC-backed sono meno esposte al fenomeno dell’underpricing, mentre non mostrano performance azionarie di lungo periodo superiori rispetto alle imprese nPEVC-backed. Infine, viene evidenziato il potere segnaletico dell’underpricing rispetto alle performance azionarie future: le IPO caratterizzate da un elevato ritorno iniziale tendono a mostrare una più marcata long-run underperformance, contrariamente a quanto sostenuto in alcuni studi precedenti (Belghitar e Dixon, 2012).

Abstract

The Role of Private Equity and Venture Capital in European IPOs

This paper investigates the role of PEVC firms in Initial Public Offerings (IPOs) in Europe. A comparison of PEVC-backed IPOs with a sample of non-PEVC backed IPOs from 1997 through 2011 underline the effects that these investors have on the issuing process. In effect, the presence of venture capitalist serves to lower the underpricing, but it’s unable to affect post-IPO performance. In addition and contrary to previous studies (Belghitar e Dixon, 2012), empirical evidence suggests that underperformance is linked with underpricing: in the long-run firms with a severe underpricing perform poorly.


Rubriche

Giovanni Parrillo
Ripensare Basilea IV

Simone Casellina , Giuseppe Pandolfo
Quando il credit risk management scoprì Bruno de Finetti


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