Editoriale

Giorgio Di Giorgio
Il rebus dell’inflazione


Saggi

Chiara Guerello , Pina Murè , Natasha Rovo , Marco Spallone
Un modello previsionale per le sanzioni bancarie in Italia

Sintesi

Un modello previsionale per le sanzioni bancarie in Italia

Partendo dalla costruzione di un database contenente le sanzioni inflitte alle banche italiane, questa ricerca individua alcuni indicatori economico-finanziari che sono esplicativi delle sanzioni irrogate per offrire agli operatori del mercato un modello predittivo per valutare l’adeguatezza delle proprie scelte strategiche, con riguardo alla conformità alla regolamentazione e alla resilienza a scenari avversi. I risultati dell’analisi sia in termini di selezione degli indicatori che di dimensione dell’effetto marginale sono in linea con quanto emerso negli stress test. Le variabili che hanno un impatto positivo sulla resilienza a shock avversi sono anche quelle associate ad una minore probabilità di sanzione. Riscontriamo un chiaro potere predittivo per i tassi di crescita di attivo e prestiti e gli indicatori patrimoniali, di redditività, efficienza, liquidità ed esposizione a rischio di credito e di mercato. In termini previsionali il modello mostra buone performance, in particolare se si considerano le sanzioni relative al processo del credito.

Abstract

Forecasting sanctions against banks in Italy

By building up a database comprehensive of sanctions towards Italian banks, this research identifies few financial indicators explicative of enforcement actions to provide banks with a forecasting model to evaluate their strategies’ suitability for compliance and resilience to adverse shocks. The results, to the extent of both variables selection and size of the marginal effects, are aligned with the output of the stress tests. The variables positively affecting the resilience to adverse shocks are the ones associated with a lower probability of sanctions. We find a strong predictive power for assets and loans growth rates, indexes of productivity, efficiency and risk, and capital and liquidity ratios. The model performs well in terms of forecast accuracy, mainly taking into account the larger explicative power for sanctions related to credit risk management.

Evita Allodi , Claudio Cacciamani , Elena Guardigli
Un’analisi economica per la gestione dei non-performing loans

Sintesi

Un’analisi economica per la gestione dei non-performing loans

Lo scopo del presente lavoro è l’analisi tecnica e operativa delle modalità di gestione dei non-performing loans (NPL) bancari a livello aziendale e di bilancio, valutando la migliore tra le possibili alternative che attualmente possono essere utilizzate in Italia. Per conseguire tale obiettivo, in primo luogo si fa riferimento al concetto di svalutazioni e perdite su crediti, essendo queste le voci che danno origine agli NPL. Di seguito, si esamina la normativa fiscale e tributaria delle perdite su crediti. Successivamente, si fa riferimento alle possibili modalità di cancellazione dei crediti dal bilancio bancario (stralcio di perdite su crediti, cartolarizzazione, Bad Bank); in particolare, si sofferma l’attenzione su un credito deteriorato sotto tre differenti punti di vista: patrimoniale, economico, fiscale e gestionale.
Dopo una sintetica analisi teorica delle tre possibili strategie da seguire per eliminare i crediti deteriorati dal bilancio bancario, lo studio presenta il modello elaborato. Questo è applicato a una banca “tipo”, cercando di entrare in una strategia win-to-win insieme agli altri attori del mercato, in modo tale che dai risultati ottenuti tutti i soggetti possano trarne benefici. Infatti, benché il focus del lavoro sia incentrato sulla massimizzazione del valore dei crediti al netto delle imposte per le banche, da un lato, le politiche adottate si riflettono anche, se non soprattutto, sul valore sia dell’impresa affidata sia della banca, dall’altro, la metodologia di analisi sviluppata consente di esaminare contemporaneamente le logiche di conservazione del patrimonio e il successivo proficuo reimpiego delle risorse per la banca. Solo in tale modo le banche sono in grado di creare veramente valore per i clienti e per gli azionisti. In questa fattispecie, è essenziale il ruolo che il capitale proprio delle banche ricopre ai fini di vigilanza, per la possibilità di potere erogare credito rispetto ad altre alternative meno rischiose, ma con una remunerazione inferiore di allocazione degli impieghi.

Abstract

An economic analysis to manage non-performing loans

The purpose of the paper is to provide a practical analysis of the ways by which non-performing bank loans can be handled at both company and balance sheet levels, assessing the best possible alternatives that can currently be used in Italy. In order to achieve this objective, the concept of write-off and impairment test is primarily analyzed, as related to the causes of NPL. After this, the article focuses on tax and tax legislation of credit losses in Italy. Special attention is given to the possible ways of written-off loans from the bank balance sheet (disposal of loan losses, securitization, Bad Bank). The impact of non-performing loans is investigated under three different perspectives: asset and liabilities, profit and loss, capital requirements after taxes. After a brief theoretical analysis of the three possible strategies to write-off bad loans, the study presents and apply a model to an “average” bank, trying to find a win-to-win strategy along with other market players. Although the focus of the work is on maximizing the value of credits net of taxes, the policies adopted also reflect, above all, the value of both the entrusted enterprise and the bank. Moreover, the developed methodology aims to examine the inheritance conservation logic and the subsequent reuse of resources for the bank. Only in this way the banks are able to really create value for customers and shareholders. In this case, the role of banks’ capital for supervisory purposes is essential, from the perspective of granting credit in the future.


Contributi

Paola Fandella
Lo sviluppo dei Fondi in arte come opportunità di diversificazione del portafoglio di investimento

Sintesi

Lo sviluppo dei Fondi in arte come opportunità di diversificazione del portafoglio di investimento

Il processo di asset allocation, nella gestione di portafogli, guarda da alcuni anni con particolare interesse al mercato dell’arte e ai suoi indicatori di rendimento. L’emergere e il rafforzarsi di un interesse finanziario verso l’investimento in arte deve tener conto e confrontarsi con variabili non fungibili e/o non standardizzabili non solo rispetto alle asset class tradizionali ma anche in considerazione del cosiddetto unicum che identifica e contraddistingue ogni singola opera d’arte. Lo strumento di omogeneizzazione e congiunzione di questi mercati apparentemente agli antipodi, sembra essere offerto dalla potenzialità di sviluppo di fondi di investimento in arte le cui quote sono rappresentative della gestione di un patrimonio artistico. L’analisi dei punti di forza e degli elementi di criticità delle realtà attualmente presenti a livello internazionale, e dei recenti interventi a livello legislativo nel mercato lussemburghese, consente di evidenziare come il fondo di investimento in arte possa effettivamente rispondere all’esigenza di cogliere le sollecitazioni positive del mercato dell’arte e nello stesso tempo rappresentare l’asset class finanziaria che riflette e valorizza queste opportunità di investimento.

Abstract

Art Funds: An opportunity for diversification in wealth investments

The process of asset allocation, in the management of portfolios, since some years, is considering, with particular interest, the art market and its performance indicators. The emergence and the strengthening of a financial interest toward investment in art must take into account and  be confronted with variables not interchangeable and/or not standardizable, not only with respect to the traditional asset class but also in consideration of the so-called unicum that identifies and distinguishes every single work of art. The instrument of homogenization and conjunction of these markets, apparently at the antipodes, seems to be offered by the potential development of investment funds in art whose quotas are representative of the management of an artistic wealth. The analysis of the strengths and of the critical elements of the realities currently present at international level and of the recent measures at the legislative level in the Luxembourg market allow to highlight how the investment fund in art can actually respond to the need to grasp the positive stress of the art market and at the same time represent the financial asset class which reflects and highlights these investment opportunities.

Marco Giannantonio
Nuova segnalazione delle esposizioni in sofferenza: implicazioni per il sistema bancario

Sintesi

Nuova segnalazione delle esposizioni in sofferenza: implicazioni per il sistema bancario

Il 29 marzo 2016 Banca d’Italia ha emanato le istruzioni definitive per la compilazione della nuova segnalazione delle esposizioni in sofferenza e tale intervento normativo ha costituito una novità importante nel panorama delle segnalazioni statistiche italiane in quanto attribuisce un ruolo cruciale – ed in parte nuovo – alla raccolta e conseguente disponibilità di dati di dettaglio sul credito a sofferenza; l’obiettivo dell’Autorità di Vigilanza è stato quello di stimolare l’industria bancaria domestica affinché intervenisse su processi, competenze e procedure IT dedicate a gestire le partite deteriorate, nell’ottica di rendere il sistema bancario più resiliente e redditizio sia tramite l’efficientamento/ industrializzazione dei processi interni sia mediante l’accelerazione di operazioni di cessione di crediti a sofferenza a player specializzati.
Alla luce di questa (e di altre) novità normative di carattere segnaletico, è auspicabile che l’industria bancaria italiana metta a fattor comune – ove non l’avesse già fatto – tutte le progettualità focalizzate sul credito al fine di passare da una logica legata al dato in chiave descrittiva ad una logica connessa all’informazione quale elemento propedeutico alle decisioni strategiche.

Abstract

The new regulatory reporting for bad loans: implications for the banking system

On 29th of March 2016, Bank of Italy published the final instructions about the fill out of the new bad debt reporting system. This regulation marked an important innovation within the Italian statistical reports landscape, conferring a crucial (and in part new) role to the collection and the subsequent availability of detailed data on doubtful loans.
The Regulator aimed at stimulating the Italian banking sector to make itmore resilient and profitable by taking actions on the processes, competences and IT systems dedicated to bad loans management. The resulting improvements could stem both from the industrialization / introduction of efficiency measures with respect to internal processes, and from the acceleration of bad debt transfer operations to specialized players.
In light of this (and other) new reporting regulation, it is advantageous for all banking industry players to pool – if not yet done – all the reporting-related projects in order to pass from a descriptive data logic to a logic based on information as input for strategic decisions.


Interventi

Rubriche

Intervista a Fabio Candeli
Il futuro del private banking in Italia


Bankpedia

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