Editoriale

Saggi

Cristina Nardi Spiller
Strategie monetarie eterodosse di sviluppo economico: dalla Banque d’Echange al microcredito

Sintesi

Strategie monetarie eterodosse di sviluppo economico: dalla Banque d’Echange al microcredito

La finanza predatoria, totalmente avulsa da qualsiasi concetto di responsabilità, pone maggiormente in luce fragilità e aporie del sistema monetario-finanziario, rese ancor più devastanti dal crescente fenomeno della globalizzazione. D’altronde, già nel passato, le disfunzioni create dalla moneta, quali ostacoli allo sviluppo economico, rappresentano oggetto di interesse e di analisi per studiosi particolarmente attenti ai possibili soprusi sui più deboli e sui potenziali meccanismi distorsivi indotti. Di qui l’interesse a indagare l’apporto di studiosi, spesso indicati come «eretici», che si misurano su idee rivoluzionarie, tese a far superare alle economie le impasses registrate.
In questo scenario, recuperiamo la versione di Proudhon, filosofo e moralista, il quale ritiene il droit d’aubaine, l’inevitabile fonte di ingiustizia da sopprimere, eliminando le disparità a livello di scambi, prodotte dal ricorso alla moneta. Di qui la proposta di istituire la Banque d’Echange, atta a concedere prestiti gratuiti, e la successiva realizzazione, un po’ meno utopistica e comunque di breve durata, della Banque du Peuple. Ci pare che la finalità di Proudhon appaia strettamente connessa all’analoga visione concretizzatasi nell’esperienza del microcredito e della Banca Etica. È pur vero che l’ottica di Proudhon focalizza solamente la funzione di scambio della moneta, però risalta l’indicazione di fondo: dar vita al credito gratuito. Gli aggravi di carattere monetario, che pesano sulla collettività, stimolano l’attenzione di altri monetary cranks (Gesell, Del Mar e Douglas), il cui approccio eterodosso, inserendosi pienamente nel dibattito centrato sulla modifica dei meccanismi monetari, per favorire le categorie più fragili, presenta così un nesso ineludibile con la visione proudhoniana,
Nel nostro saggio, ci proponiamo di indagare le peculiarità delle distinte impostazioni, quale “cammino” verso le nuove realtà operative creditizie, tese a superare le distonie monetarie e a favorire gli individui indigenti.

Abstract

Bruno S. Sergi , Yu Hsing
Response of the long-term interest rate to the goverment deficit in Italy: application of an extended loanable funds model

Sintesi

Abstract

Response of the long-term interest rate to the goverment deficit in Italy: application of an extended loanable funds model

Extending the open-economy loanable funds model, this paper finds that more government deficit or debt as a percent of GDP does not result in a higher long-term interest rate, that a higher real treasury bill rate, a smaller percent change in real GDP, a higher expected inflation rate, a higher world interest rate, or expected depreciation of the euro would increase Italy’s long-term interest rate. When the standard closed-economy or open- economy loanable funds model is considered, the same conclusion that more government deficit does not lead to a higher long-term interest rate is reached. The insignificance of the coefficient of the percent change in real GDP and the marginal significance of the ratio of the net capital inflow to GDP in the standard open-economy loanable funds model suggest that the extended open-economy loanable funds model presented in this paper improves the specification of the model and empirical outcomes.


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