Editoriale

Saggi

Mario Anolli , Elena Beccalli
Rischio delle banche e previsioni degli analisti finanziari

Sintesi

Rischio delle banche e previsioni degli analisti finanziari

La disciplina del mercato sembra non aver impedito alle banche di assumere dosi eccessive di rischio nella fase che precede la crisi finanziaria iniziata nell’estate 2007. Il presente contributo ha l’obiettivo di approfondire il tema della capacità degli analisti finanziari di incorporare nelle loro previsioni il rischio assunto dalle banche quotate e la circostanza che tale capacità abbia mostrato variazioni (in direzione di un miglioramento oppure di un peggioramento) in concomitanza del verificarsi della crisi finanziaria. Impiegando un campione di 49.761 previsioni relative a 587 banche nel periodo 2000-2009, i risultati indicano che gli analisti sono soggetti a errori di previsione e che tali errori non sono costanti nel tempo ma tendono a crescere durante le fasi di crisi del mercato. Al contrario, durante la crisi, la dispersione negli errori di previsione aumenta fortemente e si riscontra un aumento della correlazione tra errore di previsione e rischio (ovvero all’aumentare del rischio affrontato dalle banche aumenta anche l’errore di previsione degli analisti) anche ove questo sia facilmente stimabile sulla base dei medesimi dati (contabili e pubblici) che sono a disposizione degli analisti. Se si escludono ragioni di scarsa capacità sistematica dell'intera comunità degli analisti finanziari o distorsione degli incentivi ai quali rispondono (expectation management), i risultati dell'indagine possono essere interpretati come indicativi di una ancora insufficiente idoneità dei dati contabili e di mercato a fornire adeguate e tempestive stime del rischio affrontato dagli emittenti bancari quotati. Da questo consegue ulteriormente l'importanza di perseguire una maggiore incisività e consapevolezza da parte del mercato nell’attuazione delle indicazioni del terzo pilastro di Basilea 2 (potenziamento degli obblighi informativi delle banche) e delle sue revisioni in direzione di una migliore implementazione.

Abstract

Bank risk and analyst forecasts

Market discipline does not seem to have prevented banks to take excessive amounts of risk in the period preceding the financial crisis that began in summer 2007. This paper aims to explore the ability of financial analysts to incorporate in their forecasts the risk taken by (listed) banks, and to investigate whether this ability deteriorated during the financial crisis. Using a sample of 49,761 analyst forecasts issued for 587 banks over the period 2000-2009, our findings indicate that analysts are subject to forecast errors and that these errors are not constant over time but tend to grow during the phases of market tension. The higher accounting-based risk during the crisis is neither immediately expected nor quickly built into analyst forecasts. Excluding explanations based either on a poor systematic ability of the entire community of financial analysts to predict risk or on a distortion of their incentives (expectation management), these findings can be interpreted as indicative of a still insufficient ability of accounting data to provide adequate and timely estimates of the risk faced by issuers in the banking industry. This contributes to further emphasise the importance of pursuing a higher effectiveness in implementing the instructions of the Third Pillar of Basel 2 (i.e. strengthening the disclosure requirements of banks).

Elisa Cavezzali , Ugo Rigoni
La prossimità a cluster industriali e l’accuratezza delle previsioni degli analisti finanziari

Sintesi

La prossimità a cluster industriali e l’accuratezza delle previsioni degli analisti finanziari

Questo studio analizza secondo una nuova prospettiva il problema dell’accuratezza delle previsioni emesse dagli analisti finanziari. L’ipotesi testata è che la prossimità fisica degli analisti a centri di specializzazione industriale costituisca un vantaggio informativo per gli stessi, migliorando l’accuratezza delle loro previsioni.
In letteratura tale ambito di ricerca è nuovo e il lavoro si configura come una prima indagine esplorativa del tema.
Selezionando quattro diversi settori (Farmaceutico, Bancario, Oil&Gas, Retail) e sei paesi europei (Francia, Germania, Italia, Svezia, Svizzera e Regno Unito), sono stati raccolti dati sia macroeconomici, per individuare i diversi centri di eccellenza, sia relativi agli analisti finanziari, alle loro previsioni e alla loro collocazione geografica.
I risultati ottenuti sono in linea con le aspettative e mostrano che la collocazione geografica degli analisti finanziari rispetto ai centri di specializzazione industriale influenza l’accuratezza delle loro previsioni. I risultati suggeriscono inoltre che il grado con cui gli analisti usufruiscono di questo vantaggio informativo dipende, quantomeno in parte, dal livello di specializzazione degli stessi. Complessivamente, dunque, le evidenze empiriche confermano il beneficio di far parte di un network, sia esso formale o informale, dove le informazioni, la condivisione delle conoscenze e delle competenze maturate possono facilmente circolare.

Abstract

Proximity to industrial clusters and accuracy of financial analyst forecasts

This study examines the financial analyst forecast accuracy according to a new perspective. The tested hypothesis is that the physical proximity of analysts to industrial centres of specialization is an information advantage, improving the accuracy of their forecasts. This research field is new in the literature and this work is an exploratory investigation of the issue. By selecting four different sectors (Pharmaceutical, Banking, Oil & Gas, Retail) and six European countries (France, Germany, Italy, Sweden, Switzerland and United Kingdom), we collected both macrodata, to identify the various centres of excellence, and financial analyst data. The results are in line with expectations and show that the geographical location of financial analysts with respect to the centres of industrial specialization affects the accuracy.
The results also suggest that the degree to which analysts incorporate this information advantage depends, at least in part, by their level of specialization. Overall, therefore, the empirical evidence confirms the benefit of being part of a network, whether formal or informal, where the information, knowledge sharing and skills can flow easily.

Elisa Cavezzali , Enrico Maria Cervellati , Pierpaolo Pattitoni , Ugo Rigoni
Report degli analisti e impatto delle variazioni delle raccomandazioni e deitarget price: evidenze sul mercato italiano

Sintesi

Report degli analisti e impatto delle variazioni delle raccomandazioni e dei target price: evidenze sul mercato italiano

In questo lavoro esaminiamo la reazione del mercato a seguito della pubblicazione dei report emessi dagli analisti finanziari sulle società quotate in Italia contenenti un cambio di raccomandazione o di target price. I risultati mostrano come la reazione sia negativa in caso di downgrade e positiva in caso di upgrade, sia per i cambi di raccomandazione che di target price. La reazione è maggiore in valore assoluto per i downgrade piuttosto che per gli upgrade. Inoltre, quando i report riportano sia un cambio di raccomandazione sia un cambio di target price, la reazione è intensificata in caso di doppio upgrade o doppio downgrade. Nei casi in cui la direzione della revisione di raccomandazione è opposta a quella del target price, invece, i risultati suggeriscono che a prevalere sia l’informazione contenuta nel cambio di raccomandazione.

Abstract

Analysts’ Reports and the Impact of Recommendation Changes and Target Price Variations: Evidences on the Italian Market

In this paper, we examine the market reaction to the publication of reports issued by financial analysts on companies listed in the Italian Stock Exchange and containing a change of recommendation or in the target price. The results show that the market reaction is negative in case of downgrade, while it is positive following an upgrade, both for the changes of recommendation or target price. The reaction is greater in magnitude for downgrades than for upgrades. Furthermore, when the reports contain both a change of recommendation and a change of target price, then the market reaction is more intense in case of double upgrade, or double downgrade. When, instead, the direction of the change of recommendation is different from the one followed by the change of target price, then the information contained in the change of recommendation prevails.


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Annalisa Ceccarelli
Business Angel


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