Editoriale

Saggi

Francesco Cannata , Simone Casellina , Massimo Libertucci
(In)coerenza degli attivi ponderati per il rischio delle banche: un’analisi empirica sui grandi players europei

Sintesi

(In)coerenza degli attivi ponderati per il rischio delle banche: un’analisi empirica sui grandi players europei

Il dibattito sull’affidabilità degli attivi bancari ponderati per il rischio (Risk-Weighted Assets, RWA) delle banche, intensificatosi dopo la crisi finanziaria, rimane aperto. Da un lato, le autorità di vigilanza stanno introducendo misure volte ad assicurare che le metriche prudenziali catturino in modo preciso i rischi impliciti nei bilanci. Dall’altro gli intermediari e gli analisti di mercato, preoccupati da possibili disparità di trattamento tra banche e giurisdizioni, chiedono a gran voce una maggiore comparabilità delle metriche prudenziali e una più convinta armonizzazione delle prassi di vigilanza.
La risposta delle autorità di vigilanza è stata intensa e articolata. La profonda revisione delle regole di calcolo degli RWA, alla base delle norme di Basilea 3, è stata affiancata da analisi volte a identificare i fattori alla base delle divergenze osservate degli RWA tra banche.
L’articolo si pone un duplice obiettivo. In primo luogo, fornire una visione d’insieme della discussione in atto, dando conto delle analisi condotte fornendo una rassegna delle metodologie proposte in varie sedi per esaminare la coerenza degli RWA e individuare i drivers della loro dispersione. In secondo luogo, mostrare, sulla base di un esercizio empirico condotto su un campione dei maggiori gruppi bancari europei, come la indubbia complessità degli attivi ponderati a rischio richieda l’utilizzo di adeguati strumenti di analisi: il rischio, in caso contrario, è di alimentare la confusione.

Abstract

Banks’ Risk-Weighted Assets (in)consistency: an Empirical Analysis of European Large Players

The policy debate on the overall reliability of banks’ Risk-Weighted Assets (RWA) is still open. Supervisory authorities have shown concerns about the actual ability of prudential metrics to provide a comprehensive, reliable picture of the risks implied in banks’ balance sheets. At the same time, a potential uneven playing field for internationally active players has worried both banks and market analysts. Market participants have repeatedly voiced for an increased comparability of prudential standards, along with a stronger harmonization of supervisory practices.
The reaction of supervisory authorities has been prompt and intense. The deep revision of the rules to compute RWA realized with the Basel 3 reform has been reinforced by several analyses targeting the factors behind the divergence of RWA among banks. The dispersion of RWA has eventually gained a seat at the international regulators’ table.
The aim of this article is twofold. First, to provide a high-level view of the current international debate, reporting the different views proposed and the analyses conducted. A comprehensive survey of the various methodologies to examine RWA consistency that have been proposed over the years complements this section. Second, by leveraging on the results of an empirical study covering a sample of the largest European banking groups, to demonstrate that the complexity of RWA must be mirrored in the degree of sophistication of the analytical tools employed.

Marco Muscettola
L’intensità della domanda e dell’offerta: di credito bancario come fattore rilevante di classificazione delle imprese

Sintesi

L’intensità della domanda e dell’offerta: di credito bancario come fattore rilevante di classificazione delle imprese

L’obiettivo dello studio è verificare l’esistenza di un legame tra il mercato del credito bancario locale e l’economicità (redditività aziendale) e la struttura del capitale (tipo e grado d’indebitamento) delle imprese residenti. L’ipotesi da dimostrare in questo studio, quindi, sarà verificare la capacità del sistema bancario di influenzare le dinamiche strutturali ed economiche delle imprese locali.
Dopo aver tratteggiato le caratteristiche del mercato del credito nazionale, si suddividono tutte le provincie italiane in base all’incidenza della do- manda di credito delle imprese rispetto all’offerta delle banche. Con l’ausilio di un campione di 7.548 PMI, l’evidenza empirica mostra che sono rilevanti i legami diretti tra l’economicità delle imprese e la capacità di indebitarsi con le banche in territori a bassa offerta di credito bancario. Dall’altra parte, in aree nelle quali l’offerta è maggiore, le imprese maggiormente affidate sono le aziende con un maggior fabbisogno finanziario e una minore redditività.

Abstract

Bank Credit Market and Firm Indebtedness

This study aims to investigate the relationship between the credit market and local firms’ performance and financial structure. We test whether and to what extent the banking sector is able to affect local companies’ structural dynamics and economic conditions.
After having outlined the characteristics of the Italian credit market, this research classifies all the Italian provinces based on a comparison between bank loans demand and supply. Referred to a sample of 7,548 SMEs, our empirical evidence shows the presence of several statistically significant direct links between firms’ profitability and their ability to get bank loans in areas with scarce supply of bank credit. On the other hand, in areas where bank credit availability is higher, firms characterized by a low performance and high level of debt are more likely to borrow.


Contributi

Silvia Segnalini
I primi centodieci anni degli art funds: problemi e prospettive

Sintesi

I primi centodieci anni degli art funds: problemi e prospettive

Il saggio può essere diviso in tre parti: la prima dedicata essenzialmente alla ricostruzione il più possibile completa e circostanziata della storia degli art funds, dalla prima esperienza del 1904 (con un fondo ante litteram chiamato La Peau de l’Ours) ai nostri giorni, in cui si cerca già di mettere l’accento sulle principali problematicità dei medesimi.
Nella seconda parte, si delineano poi alcune ipotesi di inquadramento dei fondi d’arte, come fondi di investimento alternativo, nel sistema – che si sta progressivamente delineando nella sua forma definitiva, nel momento in cui si scrive - della legislazione europea (soprattutto Direttiva UCITS IV) ed italiana sui fondi alternative (per la quale si considera soprattutto il Documento di Consultazione Pubblica del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento del Tesoro nel mese di maggio 2014, contenente lo schema di Regolamento attuativo dell’art. 39 del novellato T.U.F.).
Il saggio si conclude con una sintesi delle prospettive che le novità legislative sembrerebbero aprire per gli art funds, e con un appendice in cui si raccolgono le principali informazioni utili sul mercato dell’arte, tramite gli indici più rilevanti ed accreditati per il medesimo.

Abstract

The first onehundred and ten years of art funds : problems and prospects

In the issue, we first focus on the history of art funds, from La Peau de l’Ours (1904) until today, providing an illustration of the main peculiarities and issues of this kind of alternative investment funds.
We then point out how relevant Italian and European legislation on alternative fund is constantly evolving with a process of reciprocal and progressive standardisation which however still preserves angles of national peculiarities.
In this framework, and on the assumption that art is considered as an alternative asset class both by economists and jurists, we suggest a possible classification of art funds in the European and Italian scenery of alternative investment funds which is shaping up.
To this end, we consider the UCITS IV (i.e. Undertakings for Collective Investments in Transferable Securities) Directives: as regards it, art funds are not UCITS funds as well as the rules contained in the consultation version of the Consolidated Finance Act published by the Ministry of Economy and Finance (MEF) – Treasury Department in May 2014, containing a general outline of art. 39 of the Consolidated Finance Law.
Finally an appendix provides the most important information about the art market using the most relevant and credited indexes.


Rubriche

Giuseppe Cinquegrana , Michela Di Stefano
Primi passi della vigilanza unica bancaria


Bankpedia

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