Editoriale

Saggi

Francesco Baldi , Gerardo Murano
Il finanziamento del capitale circolante delle piccole e medie imprese mediante emissione di cambiali finanziarie: opportunità o vincolo?

Sintesi

Il finanziamento del capitale circolante delle piccole e medie imprese mediante emissione di cambiali finanziarie: opportunità o vincolo?

Le cambiali finanziarie, introdotte in Italia nel 1994, sono state oggetto di una recente riforma (Decreto Sviluppo, Decreto Sviluppo Bis, 2012; Decreto Competitività, 2014) finalizzata ad innovarne caratteristiche, profilo civilistico e fiscalità. Dette novità (in parte anche di natura agevolativa) si prefiggono di promuovere la circolazione delle cambiali finanziarie sul mercato dei capitali mediante l’emissione delle stesse da parte delle PMI del nostro paese e la sottoscrizione da parte di investitori qualificati. Trattandosi di titoli di debito a breve scadenza (compresa tra 1 mese e 3 anni), le cambiali possono essere emesse da PMI con una elevata durata media del ciclo finanziario del circolante – allorché di segno positivo – e connessa necessità di finanziare il fabbisogno di cassa a breve termine generato da incrementi dello stock di capitale circolante. Ne deriverebbe per esse la possibilità di diversificare la propria struttura finanziaria, affrancandosi dall’eccessiva dipendenza dal canale del credito bancario, particolarmente oneroso per finanziamenti di tale tipologia. Sul fronte dell’intermediazione e della gestione dei portafogli, le banche possono innalzare il primo margine reddituale svolgendo il ruolo di sponsor dell’impresa emittente, e rispettivamente i fondi comuni possono ampliare le proprie possibilità di impiego in strumenti di money market. Per questo motivo, alla luce del predetto quadro normativo, l’articolo anticipa le prassi di strutturazione delle cambiali che potranno prevalere sul mercato (emissione ad hoc, programma “rolling”) e descrive i fattori che influenzano in Italia la dinamica della domanda e offerta di credito bancario a breve termine, evidenziando lo spazio per il ricorso a strumenti alternativi di finanziamento quali le cambiali. Obiettivo dell’analisi che segue è quello di verificare se – con il supporto di un indicatore di rischio basato sulla durata del ciclo finanziario del circolante (se positivo) – nell’ambito di un campione di 2.624 PMI possano individuarsi classi omogenee di aziende potenzialmente interessanti per il mercato delle emissioni di cambiali finanziarie in Italia. Nel 2015, circa 1.200 PMI – caratterizzate da un rischio elevato, aggiustato per neutralizzare gli effetti di un allungamento del ciclo del circolante dovuto a tassi di crescita del fatturato eccessivamente favorevoli – sarebbero già in grado di emettere cambiali finanziarie per un controvalore pari a € 750 milioni.

Abstract

Financing working capital of small and medium-sized enterprises through the issuance of commercial papers: opportunity or constraint?

Based on the recent regulation concerning the new debt instruments for non-listed small and medium-sized enterprises (SMEs) introduced by virtue of the Decree “Sviluppo” 2012, the article outlines the business and fiscal incentives aimed at promoting the issuance and underwriting of commercial papers, also discussing the main opportunities and constraints for the creation of a related market in Italy. By emphasizing their nature of short-term instruments for the financing of working capital (as an alternative or complementary form relative to bank debt), a strong synergy between the development of a market for commercial papers and the chance for Italian SMEs to review their own working capital management policies is identified in order to normalize its pace and leverage its implied cash generation features, which are so important under adverse economic circumstances. The ob- jective of the study is thus to verify if, utilizing working capital data for a sample of 2.624 Italian SMEs, there exist homogeneous classes of firms potentially inter- ested in issuing commercial papers. For this purpose, a risk indicator based on the duration of the working capital’s financial cycle (if positive) is put forward with the aim of synthetizing the level of associated capital requirement. The prospects for a growth and attractiveness of such a market seem to be promising as, under strict operational constraints, in 2015 about 1.200 SMEs would be capable of issuing commercial papers worth almost € 750 million to satisfy their own capital requirements resulting from working capital increases. The study is also enhanced by the illustration of the economic terms of an issuance of commercial papers and related innovative structuring strategies.

Giovanni Ferri , Pierluigi Murro , Zeno Rotondi
Il ruolo delle garanzie creditizie in Italia: l’evidenza proveniente dall’indagine sui Confidi UniCredit-CASMEF LUISS Guido Carli

Sintesi

Il ruolo delle garanzie creditizie in Italia: l’evidenza proveniente dall’indagine sui Confidi UniCredit-CASMEF LUISS Guido Carli

I Confidi hanno svolto un ruolo molto importante nel sostenere il sistema produttivo italiano in sinergia col sistema bancario, durante la prima fase della recente crisi finanziaria. Negli ultimi anni però il sistema Confidi sta mostrando le proprie debolezze. Questo articolo, utilizzando una dettagliata indagine sui Confidi italiani, cerca di mettere in evidenza i principali punti di forza e di debolezza del sistema in generale. L’analisi suggerisce che per rilanciare il proprio ruolo i Confidi dovranno essere in grado di ristrutturarsi (per esempio crescendo in termini di patrimonio e dimensioni) senza però perdere il loro rapporto con le Pmi che li rende un interlocutore privilegiato del sistema bancario.

Abstract

The role of guarantee institutions in Italy: evidence from the UniCredit - CASMEF survey on Mutual Guarantee Institutions

The Mutual Guarantee Institutions (MGIs) together with the banking system have played a special role in supporting the Italian SMEs during the first part of the last financial crisis. However, in the last years, MGIs are showing its weakness. This paper, using a very detailed survey on Italian MGIs, underline the main strengthens and weakness of MGI system. The study suggests that to revive its role MGIs should be able to restructure itself (for example, growing in terms of assets and size) without losing their relationship with SMEs which makes them a priv- ileged partner of the banking system.

Giusy Chesini , Elisa Giaretta
Le reti di imprese e il loro finanziamento

Sintesi

Le reti di imprese e il loro finanziamento

Le reti di imprese sono forme di aggregazione che consentono alle imprese partecipanti di mettere in comune delle attività e delle risorse, allo scopo di migliorarne l’utilità, nell’ottica di rafforzare la competitività dell’attività imprenditoriale.
Le reti di imprese stanno assumendo un ruolo di crescente importanza per l’innovazione tecnologica, la crescita sui mercati esteri, l’ottimizzazione del know-how, l’attività di ricerca e sviluppo e la realizzazione di sinergie organizzative, consentendo in particolare alle imprese di aggregarsi senza perdere la propria autonomia.
Dopo una descrizione degli aspetti più rilevanti della disciplina giuridica italiana sulle reti di imprese, il presente lavoro si propone di indagare se le imprese che appartengono a delle reti presentano migliori condizioni di finanziamento e maggiore redditività. A questo scopo, si è creato un database di oltre 4.000 imprese italiane che hanno sottoscritto un contratto di rete nel periodo 2009-2012, e lo si è confrontato con un campione di controllo. Successivamente si sono analizzate le caratteristiche dei contratti di rete che comportano migliori performance per le imprese in rete.
I risultati delle analisi dimostrano che le imprese che appartengono a una rete godono di condizioni finanziarie migliori. In particolare, le imprese appartenenti a reti di piccole dimensioni presentano migliore redditività e più favorevoli condizioni finanziarie.

Abstract

Business networks and their financing

Business networks are forms of aggregation that allow companies to pool assets and resources in order to improve the functioning of these activities and to strengthen the competitiveness of their business.
Business networks are becoming increasingly important in order to pursue technological innovation, growth in foreign markets, optimization of know-how, sharing of the investments in R&D and achievement of organizational synergies; in particular allowing firms to join these networks without losing their autonomy.
Following a description of the main aspects of the recent Italian legislation of the network contract, this paper aims to check whether or not firms that belong to networks present more favourable financing conditions and higher profitability.
For this purpose, we created a database of more than 4,000 Italian firms that have signed a network contract in the period 2009-2012, comparing them with a control sample of non-networked firms.
Then we investigated the characteristics of network contracts that involve the best performance for networked firms.
We found that the firms that belongs to network contracts have better financial conditions. In particular, firms belonging to small networks present higher profitability and better funding conditions.


Rubriche

Emanuele Giovannini
Il Rating Confidi in Unicredit

Claudio Chiacchierini , Alessandro Fischetti , Vincenzo Perrone
La valutazione del merito creditizio 2.0: innovare per competere


Bankpedia

Davide D'Angelo
Microcredito


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