Editoriale

Giorgio Di Giorgio
La sfida delle riforme


Saggi

Luigi Donato , Zeno Rotondi , Alessandro Scognamiglio
European Resolution Regime and Bail-in Contribution Capacity in Italy

Sintesi

Disciplina europea sulle crisi bancarie e capacità di risoluzione delle banche in Italia

Nella presente analisi ci concentriamo sulla capacità di risoluzione delle banche italiane ed esaminiamo le implicazioni del nuovo strumento del bail-in per i modelli di business e la dimensione delle banche. In termini aggregati, i risultati ottenuti evidenziano una contrazione della capacità di risoluzione del sistema bancario negli anni più recenti. In dettaglio, i risultati ottenuti mediante la stima di un modello panel data dinamico mostrano che le banche specializzate nei prestiti alle PMI presentano una capacità di risoluzione minore, mentre l’impatto di una maggiore incidenza dei ricavi non da interessi è neutrale per le banche di maggiore dimensione. Inoltre, è interessante il risultato che la maggiore dimensione di banca non influenzi la capacità di risoluzione; sebbene, nel caso delle banche piccole, la crescita delle attività e le operazioni di M&A rafforzino entrambe la capacità di risoluzione, anche se con un’intensità dell’impatto decrescente al crescere della dimensione. Data la accresciuta attenzione alla capacità di risoluzione delle banche, i nostri risultati suggeriscono che il nuovo strumento del bail-in potrebbe implicare una rivalutazione del tradizionale modello di business retail per le banche di maggiore dimensione, spingendole verso la ricerca di una maggiore diversificazione dei ricavi, con il rischio di penalizzare il credito alle piccole imprese. Per quanto riguarda le implicazioni di policy, i nostri risultati supportano la strategia di riduzione del grado di frammentazione del mercato del credito al fine di rafforzare la capacità di risoluzione delle banche minori e, più in generale, del sistema bancario italiano.

Abstract

European Resolution Regime and Bail-in Contribution Capacity in Italy

In the present analysis we focus on the resolution capacity of Italian banks and examine the implications of the new bail-in tool for banking business models and bank size. On aggregate values, we find a contraction of the resolution capacity of the banking system in recent years. Our findings obtained by estimating a dynamic panel data model show that banks more oriented to SME lending feature a relatively lower bail-in contribution capacity, while increasing non-interest income revenues is found neutral for larger banks. Interestingly larger bank size does not affect resolution capacity; although in the case of small banks assets growth and M&A operations affects positively resolution capacity, with the impact decreasing with size. Given the increased attention on banks resolution capacity, our results suggest that the new bail-in tool may imply the need for a reassessment of the traditional retail business model for larger banks towards greater income diversification, with the risk of penalising small businesses. As regards policy implications, our findings provide some support to the strategy of reducing the degree of fragmentation in the credit market in order to strengthen the resolution capacity of small banks and, more in general, of the Italian banking system.

Francesco Pesci
Measuring Ecb’s Communication: a “Media-Based” Automated Approach”

Sintesi

“Misurare” la comunicazione della BCE: un approccio “automatizzato” basato su contenuti pubblicati da giornali e altri media

Nell’articolo si presenta un nuovo metodo per “misurare” la comunicazione da parte della Banca Centrale Europea (BCE) della politica monetaria, con riferimento all’informazione sulle decisioni future sui tassi d’interesse prese dal Consiglio Direttivo della BCE stessa.
Tale metodo consiste nel costruire un indicatore (indice) basato sul contenuto di articoli pubblicati da giornali e altri media nei giorni intorno alle conferenze stampa tenute dai Presidenti della BCE immediatamente dopo le riunioni del Consiglio Direttivo aventi ad oggetto la politica monetaria, negli anni tra il 1999 e il 2013 compresi.
In primo luogo, si fornisce evidenza che l’indice misura informazione contenuta nelle parole pronunciate dai Presidenti della BCE nel corso delle conferenze stampa e non nel livello dei tassi d’interesse fissato dal Consiglio Direttivo nelle riunioni immediatamente precedenti.
In secondo luogo, si studia la relazione tra la comunicazione, misurata dall’indice, della politica monetaria da parte della BCE e le decisioni future sui tassi d’interesse prese dal Consiglio Direttivo e si mostra che tale relazione risulta statisticamente significativa.
Infine, si mostra che gli “shock” (contenuti informativi inaspettati) relativi alla comunicazione, misurata dall’indice, della politica monetaria hanno effetto sulle aspettative di mercato dei tassi d’interesse.

Abstract

Measuring Ecb’s Communication: a “Media-Based” Automated Approach”

The paper presents a new measure of the monetary policy communication of the European Central Bank (ECB) with reference to future policy rate decisions of the Governing Council (GC) of the ECB. The measure is an index based on the content of media articles published in days around monthly press conferences held by the ECB Presidents after meetings of the GC in the period between 1999 and 2013. I provide evidence that the index measures information related to the words pronounced by the ECB Presidents at press conferences rather than to policy rate levels set at GC meetings immediately before press conferences. I study the relationship between the ECB's monetary policy communication, as measured by the index, and future monetary policy decisions of the GC and I find it to be statistically significant. Finally, I find that shocks in the ECB's monetary policy communication affect market expectations of future levels of the policy rates.

Jacopo Orlandi , Jacopo Raponi , Giuseppe Zito
The Other Side of the Rules: an Alternative Way to Look at the 2014 Comprehensive Assessment

Sintesi

L’altra faccia delle regole: un modo alternativo di guardare al “comprehensive assessment” del 2014

Partendo dai dati del Comprehensive Assessment del 2014 (CA) simuliamo lo stress test usando come metrica di riferimento l’indice di leva finanziaria, una misura semplice e non ponderata per il rischio. I risultati di questa simulazione sono significativamente diversi da quelli del CA 2014; l'ammanco patrimoniale calcolato in termini di leverage ratio risulta più omogeneamente distribuito fra i paesi europei rispetto a quello calcolato in termini di CET 1 ratio. Il risultato rivela come l’indice di densità al rischio abbia giocato un ruolo centrale nella determinazione dei risultati del Comprehensive Assessment, ponendo il tema dell’eterogeneità delle attività ponderate per il rischio fra i diversi paesi. Nel complesso, i nostri risultati evidenziano come l’applicazione di regole diverse e più semplici possa condurre a valutazioni differenti.

Abstract

The Other Side of the Rules: an Alternative Way to Look at the 2014 Comprehensive Assessment

By relying on the 2014 Comprehensive Assessment (CA) data, we perform a simulation of the stress tests based on a simple non-RWA sensitive measure, i.e. the leverage ratio. The outcome of such revised exercise shows remarkable differences from the actual 2014 CA results, since the leverage ratio capital shortfall reports a wider distribution across European countries, than the one reported using the CET 1 ratio as a reference measure. The evidence shows that RWA density played a significant role in determining the 2014 CA stress test outcomes, generating issues about the RWA heterogeneity across Europe. Overall, our results highlight that the application of different and simpler rules may change the overall picture.


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