Editoriale

Saggi

Paolo Crispino
Bank Ownership and Performance in Time of Crisis: Evidence from Italy

Sintesi

Struttura proprietaria e performance in tempo di crisi: evidenze dalle banche italiane

Il presente lavoro compara la performance delle diverse tipologie di banche italiane durante il periodo 2008-2014, corrispondente alla peggior recessione della storia recente del Paese. Il sistema italiano è composto di tre differenti tipologie di banche, due delle quali in forma cooperativa e l’altra di società per azioni. Il periodo dell’analisi è rilevante anche alla luce di due recenti riforme che ci si aspetta cambieranno completamente il sistema bancario Italiano. Usando quattro differenti misure di performance – lo z-score, il ROA, il cost-income ratio e
l’ NPL ratio – risulta che tanto le cooperative quanto le società per azioni abbiano i propri punti di forza e di debolezza, le prime essendo più stabili ed efficienti mentre le seconde caratterizzate da una maggiore qualità del credito. Sulla base di questa analisi, si può concludere che la coesistenza dei due tipi di banche sia benefica per la resilienza del sistema finanziario, specialmente nei periodi di crisi.

Abstract

Bank Ownership and Performance in Time of Crisis: Evidence from Italy

This paper compares the performance of Italian banks with different ownership structures during the period 2008-2014, which corresponds to the worst recession in the recent history of the country. The Italian system is composed of three different types of banks, two of which are cooperatives while the remaining banks are joint-stock companies. The timing of the analysis is relevant also due to recent reforms which are expected to completely change the Italian banking landscape. Using four different measures of performance – the z-score, the return on assets, the cost-income ratio and the NPL ratio – it emerges that both cooperative and joint-stock banks have their own strengths and weaknesses, the former being more stable and efficient and the latter characterised by better credit quality. It can be concluded that the coexistence of the two types of banks is beneficial for the resilience of the financial system, especially in time of crisis.


Contributi

Francesco Baldi
I fondi infrastrutturali quali intermediari emergenti nella finanza di progetto: funzionamento e mercati di riferimento

Sintesi

I fondi infrastrutturali quali intermediari emergenti nella finanza di progetto: funzionamento e mercati di riferimento

Negli ultimi dieci anni si è registrata una significativa crescita dell’offerta di fondi rivolti ad investire in asset infrastrutturali con strategie finanziarie di equity e/o di debito. Il presente articolo ne descrive il funzionamento e le tendenze distintive dell’industria internazionale di riferimento, con specifico riguardo alle capacità finora dimostrate nella raccolta dei capitali d’impiego (fundraising), nell’individuazione dei target di investimento e nell’ottenimento di adeguati tassi di rendimento, anche rispetto alle performance conseguite da fondi chiusi aventi altre strategie di investimento. Il lavoro propone altresì una metodologia, basata sulla costruzione di frontiere rischio-rendimento ispirate alla moderna teoria di portafoglio (Markowitz, 1952), utile al posizionamento strategico di un fondo infrastrutturale mediante (a) la definizione delle strategie di investimento, tenuto conto delle policy interne di rischio e dei vincoli settoriali (trasporto, energia, telecomunicazioni) e di specializzazione (greenfield, brownfield, misti) declinati nei regolamenti approvati dagli organi di governance; (b) il successivo monitoraggio delle performance (anche a fronte di benchmark predefiniti); (c) l’eventuale analisi competitiva tra fondi. Infine, sono evidenziate le principali criticità che ancora rallentano il pieno sviluppo di detto segmento dell’industria finanziaria italiana, individuando due tipologie di gap – equity gap ed industry gap – che richiedono di essere colmate con azioni rapide ed efficaci del policy-maker al fine di consentire l’ammodernamento della dotazione infrastrutturale del nostro Paese.

Abstract

Infrastructure Funds as Emerging Intermediaries in Project Finance: their Operations and the Relevant Markets

In the last ten years there has been a significant increase in the offer of funds aimed at investing in infrastructure assets with equity and/or debt financial strategies. This article describes the functioning and distinctive trends of the international infrastructure fund industry, with specific regard to the ability demonstrated so far in raising capital (fundraising), in identifying investment targets and in obtaining adequate rates of return, also with respect to the performance achieved by closed-end funds with other investment strategies. The study also proposes a methodology based on the construction of risk-return frontiers inspired by modern portfolio theory (Markowitz, 1952), useful for the strategic positioning of an infrastructure fund through (a) the definition of investment strategies, taking into account internal risk policies and sectoral constraints (transport, energy, telecommunications) and specialization (greenfield, brownfield, mixed) set in the regulations approved by the governance bodies; (b) the subsequent monitoring of performance (for example, against predefined benchmarks); (c) the potential competitive analysis among funds. Finally, the main critical issues that still hamper the full development of this segment of the Italian financial industry are highlighted, identifying two types of gaps - the equity gap and the industry gap - which need to be filled with rapid and effective actions by the policy-maker in order to allow the modernization of the country’s infrastructure endowment.


Saggi - Sezione giovani

Davide Valente
Idiosyncratic Volatility Score

Sintesi

Idiosyncratic Volatility Score

Le informazioni di bilancio inglobano drivers di volatilità non pienamente riflessi nel prezzo delle opzioni. La congettura alla base di questo elaborato poggia su un’ipotesi di sistematica underreaction (overreaction) degli investitori naive rispetto ai reali valori di volatilità idiosincratica (volatilità implicita). L’idea del presente lavoro è quella di impiegare l’analisi fondamentale al fine di ottenere un indicatore sintetico, di tipo quantitativo, in grado fornire segnali long/short utili ai processi di securities selection volti alla costruzione di portafogli di volatilità. Il framework di riferimento è quello delle strategie di investimento non direzionali (delta – neutral investment strategies). Nella prima parte dell’elaborato è stata condotta un’analisi econometrica volta ad individuare delle relazioni tra drivers contabili e variabilità dei rendimenti azionari. Successivamente, muovendosi con una logica simile a Goodman et al. (2012), è stato ideato lo strumento IVS (Idiosyncratic Volatility Score) contraddistinto da una capacità discriminante estremamente accurata sia in ottica portfolio che a livello firm specific. Il campione di riferimento è costituito dalle banche appartenenti all’indice StoxxEurope600®.

Abstract

Idiosyncratic Volatility Score

Financial statements embed volatility drivers not fully reflected in the options market. The strongest assumption of this paper is based on a systematic underreaction (overreaction) of naive investor compared to real values of idiosyncratic volatility (implied volatility). The purpose of this essay is to employ the fundamental analysis in order to get a quantitative indicator useful for the securities selection process aimed in building hedge volatility portfolios. The analysis’ framework regards the area of delta – neutral investment strategies. Firstly, I implemented a fixed effects panel regression by analysing the relation between financial statements and market volatility. Secondly, using an approach similar to Goodman et al. (2012), I created an Idiosyncratic Volatility Score (IVS) characterised by a high accuracy in both portfolio and firm specific perspective. The sample consists of listed banks composing the StoxxEurope600® Banks index.


Rubriche

Kirsteen Van Toorenburg , Daniela Bastianelli , Rita Romeo
Osservatorio sul Credito al Dettaglio Assofin, CRIF e Prometeia (44a edizione)


Bankpedia

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