Editoriale

Saggi

Eugenio Gaiotti , Alessandro Secchi
Monetary policy and fiscal dominance in Italy from the early 1970s to the adoption of the euro: a review

Sintesi

Politica monetaria e dominanza fiscale in italia, 1970-1999: una rassegna

Il lavoro passa in rassegna la letteratura e l’evidenza empirica sulla presenza di “dominanza fiscale” in Italia tra l’inizio degli anni settanta e la fine del ventesimo secolo, esaminando anche l’evoluzione delle tecniche di finanziamento del Tesoro e degli obiettivi della politica monetaria. La rassegna dell’esperienza italiana conferma che la stabilizzazione dell’inflazione ha richiesto l’abbandono delle politiche di fine tuning, l’indipendenza della banca centrale nella manovra degli strumenti e l’assegnazione di obiettivi espliciti di cambio e di moneta; non ha richiesto, tuttavia, di escludere dagli strumenti operativi utilizzati dalla banca centrale gli interventi diretti sul mercato dei titoli di Stato. L’esperienza indica anche che una politica monetaria restrittiva non è un incentivo sufficiente a promuovere la responsabilità fiscale, che va perseguita con l’introduzione di un framework fiscale robusto.

Abstract

Monetary policy and fiscal dominance in Italy from the early 1970s to the adoption of the euro: a review

This paper reviews the main literature and evidence on the relevance of fiscal dominance in Italy in the last part of the 20th century and examines the evolution of the techniques of Treasury financing and of monetary targets. According to the paper, the Italian experience confirms that the successful achievement of price stability required the abandonment of “fine tuning” policies, the assignment of clear monetary and exchange rate objectives and granting instrument independence to the central bank; but it did not require to exclude outright operations on the bond market from the set of operational tools. It also indicates that a restrictive monetary policy is not a sufficient incentive to foster fiscal responsibility; the latter needs to be pursued via a clear and robust fiscal framework.

Giulia Pasquale , Alessandro Marca , Claudia Deglialberti , Domenico Mignacca
Dynamic liability driven investing using Black-Litterman

Sintesi

Investire con vincoli di passivo secondo l’approccio Black-Litterman

Nel Liability Driven Investing (LDI) le passività future sono una componente esplicita del processo di allocazione di portafoglio. Allo stesso modo, nell’Assets and Liabilities Management (ALM) le variabili di interesse sono i mismatches tra entrate ed uscite.
Dall’ultima recente crisi finanziaria è aumentato sensibilmente il verificarsi di eventi estremi ed in un tale scenario, l’utilità di un approccio LDI è sicuramente maggiore. Infatti, negli ultimi anni, molti investitori istituzionali, come ad esempio fondi pensione o compagnie assicurative, hanno investito quote significative dei loro portafogli in asset rischiosi che non erano in grado di assorbire l’impatto di variazioni inaspettate nei fattori di rischio propri delle passività. Queste allocazioni erano basate sull’assunzione un po’ naïve che la maggior parte delle strategie d’investimento convergessero in portafogli constant-mix e che il mercato azionario avrebbe sempre avuto rendimenti positivi nel lungo periodo. Come osservato da molti, a dispetto della teoria classica di portafoglio, sia i modelli LDI che i modelli ALM non hanno un robusto background teorico e spesso i practictioner adottano soluzioni ad hoc per adattare i loro investimenti anche alle complesse inter-dipendenze che ci sono tra la costruzione di un portafoglio e la copertura di una passività.
Obiettivo di questo lavoro è quello di proporre e testare l’efficacia di un nuovo modello LDI che si basa sulla probabilità che il funding ratio ecceda l’unità a scadenza e che utilizza rendimenti attesi derivati da un processo à la Black-Litterman. La performance della strategia LDI viene testata (in termini assoluti e in via preliminare confrontandola con un strategia passiva) in condizioni di mercato avverse in cui ci si aspetta che l’approccio LDI generi rendimenti risk-adjusted superiori.

Abstract

Dynamic liability driven investing using Black-Litterman

In Liability Driven Investing (LDI) the profile of future liabilities is an explicit component of the asset allocation process. Similarly, Assets and Liabilities Management (ALM) deals with mismatches between assets and liabilities in banking books.
Since extreme events have become the rule in financial markets, the use- fulness of an LDI approach is now more appreciated. In fact, in the recent past, portfolios of institutional investors, such as pension funds and insurance companies, have been significantly invested in risky assets which were un- able to absorb the impact of unexpected changes in the risk factors driving liabilities. These allocations were based on the naïve assumptions that most investment strategies had to converge towards a constant-mix portfolio and that equities would always perform well in the long run. As observed by many authors, as opposed to classical portfolio theory, both LDI and ALM do not refer to a robust theoretical framework and practitioners must often employ ad hoc solutions in order to adjust investment decisions for the complex inter- actions between asset allocation and liabilities hedging.
The purpose of this paper is to propose and test the effectiveness of a new LDI recipe which uses two main ingredients: a utility function based on the probability that the funding ratio exceeds one at maturity and a Black-Lit- terman approach to derive the expected returns vector. The empirical per- formance of the LDI strategy is tested (in absolute terms and, preliminarily, against a passive investment alternative) in turbulent markets where the LDI approach is expected to generate superior risk-adjusted returns.


Contributi

Raffaele Lener
The revision of the supervision of professionals operating in the banking, financial and insurance sector in the context of the financial market crisis

Sintesi

La revisione della vigilanza dei professionisti del settore bancario, mobiliare e assicurativo nel contesto della crisi del mercato finanziario

Il lavoro si propone di analizzare la disciplina delle autorità di vigilanza di secondo grado, da poco nate in Italia ma apparentemente destinate a svilupparsi rapidamente. Si tratta di autorità minori, preposte alla gestione degli albi dei professionisti operanti nel settore bancario, finanziario e assicurativo, allo scopo di ridurre il carico di lavoro delle autorità di vigilanza. I poteri e i compiti ad esse attribuiti sono però tutt’altro che secondari. Sembra giunto il momento di regolamentarle in modo rigoroso e coerente, anche alla luce nel nuovo quadro di vigilanza che si sta affermando nell’Unione Europea. Lo studio cerca di disegnarne una architettura complessiva

Abstract

The revision of the supervision of professionals operating in the banking, financial and insurance sector in the context of the financial market crisis

This work proposes to analyse the rules of the second-level supervisory authorities that have recently been created in Italy and which appear to be destined to develop rapidly. These are smaller authorities which have been tasked with keeping the registers of professionals that operate in the banking, financial and insurance sector with the aim of reducing the supervisory authorities’ workload. However, the powers and tasks that have been assigned to them are anything but secondary. The moment has come for them to be regulated in a rigorous and consistent manner, especially in light of the new supervisory framework being established in the European Union. This study attempts to draw up an overall structure for them.


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Giovanni Aversa
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