Editoriale

Saggi

Francesca Bartoli , Giovanni Ferri , Pierluigi Murro , Zeno Rotondi
Soft Information and Loan Supply in the Crisis. Evidence from the Credit Files of a Large Bank

Sintesi

Soft Information e offerta di prestiti durante la crisi. Evidenze dall’anagrafe clienti di una grande banca

Questo articolo, utilizzando un ricco database basato sull’anagrafe clienti di UniCredit, si focalizza sui finanziamenti alle piccole imprese durante il periodo più acuto della crisi finanziaria del 2007-2009. L’articolo analizza le determinanti del peggioramento della tensione finanziaria a Marzo del 2009, di quelle imprese che erano già in una situazione di tensione finanziaria nel Dicembre del 2008. I risultati mostrano che le imprese con una più lunga relazione creditizia sono state meno soggette a situazioni di tensione finanziaria. Questa evidenza suggerisce che, durante la crisi, le banche hanno utilizzato la soft information per indirizzare la propria offerta di credito verso le imprese con minori asimmetrie informative ex-ante.

Abstract

Soft Information and Loan Supply in the Crisis. Evidence from the Credit Files of a Large Bank

Using a large database built from the credit files of UniCredit we focus on loans to small businesses at the peak of the crisis. We study the determinants of the worsening of financial tension up to March 2009 for those customers experiencing (or close to) financial tension already at the end of December 2008. We find that, controlling for internal ratings, financial tension less likely worsened for the customers enjoying a longer-term relationship. This evidence suggests that during the crisis this large bank used soft information to shift its loan supply toward borrowers with lower ex ante asymmetries of information.

Alberto Locarno
The macroeconomic impact of Basel III on the Italian economy

Sintesi

L’impatto marcoeconomico di Basilea III sull’economia italiana

Il lavoro quantifica i costi per l’economia italiana dell’adeguamento ai nuovi standard di capitale e liquidità stabiliti dal Comitato di Basilea. L’analisi è articolata in due stadi; nel primo viene stimato l’effetto dei nuovi standard regolamentari su tassi di interesse e offerta di credito; nel secondo viene quantificato l’effetto del maggior costo e della minor disponibilità di credito sul PIL. L’aumento dei tassi bancari indotto dall’innalzamento di un punto percentuale dei requisiti di capitale avrebbe un impatto negativo sul PIL compreso tra zero e 0,33% (0,03-0,39% considerando anche il razionamento del credito), corrispondente a una riduzione di 0,00-0,04 punti percentuali (0,00-0,05 in presenza di razionamento) del tasso di crescita del prodotto nel periodo 2011-2018; l’adeguamento ai nuovi standard di liquidità comporterebbero una riduzione aggiuntiva del tasso di crescita medio annuo del PIL al più di 0,02 punti percentuali. Dello stesso ordine di grandezza sarebbero anche gli effetti di lungo periodo.

Abstract

The macroeconomic impact of Basel III on the Italian economy

This paper provides an assessment of the costs for Italy of complying with Basel III. The main findings are the following. For each percentage point increase in the capital ratio implemented over an eight-year horizon, the level of GDP would decline by 0.00-0.33% (0.03-0.39% if credit rationing is also accounted for), corresponding to a reduction of annual output growth in the transition period of 0.00-0.04 percentage points (0.00-0.05 if credit rationing is considered as well). Compliance with the new liquidity standards causes an additional reduction of GDP growth of 0.00-0.02 percentage points. If banks felt forced to bring forward the transition to the new capital rules to 2013, the fall in output would be larger and would take place beforehand. Long-run costs of achieving the new capital standards are even lower, slightly less than 0.2%; those needed to comply with the target liquidity ratio are of a similar size.

Nicola Borri , Filippo Russo
I debiti sovrani nell’area Euro: implicazioni per la gestione e la distribuzione dei prodotti di risparmio

Sintesi

I debiti sovrani nell’area Euro: implicazioni per la gestione e la distribuzione dei prodotti di risparmio

Con la crisi del debito dell’Eurozona il rischio sovrano sulle obbligazioni governative dei paesi area Euro è radicalmente mutato. I fondi obbligazionari governativi area Euro investono proprio in questi strumenti finanziari e costituiscono una quota significativa del risparmio delle famiglie italiane. La loro performance è espressa rispetto ad un benchmark di riferimento generalmente costruito a partire da obbligazioni governative pesate per la loro capitalizzazione di mercato. Mostriamo come i pesi dei diversi emittenti all’interno dei benchmark siano cambiati durante l’ultima crisi finanziaria in modo da aumentare il rischio sovrano complessivo. Le strategie di gestione di alcuni gestori sono state particolarmente efficaci nello sterilizzare gli effetti della crisi. Una gestione passiva dei fondi rispetto ai benchmark ha esposto gli investitori ad un incremento del rischio sovrano di portafoglio.

Abstract

Sovereign Debt in the Euro Area: Implications for Asset Management Companies

The risk of default of sovereign bonds in the Euro area significantly changed during the Eurozone debt crisis. Mutual funds specialized in Euro area government bonds invest exactly in these assets and constitute a large share of the financial portfolio of Italian households. Their performance is usually expressed with respect to market-cap weighted benchmarks. We show how country weights in the benchmarks have changed during the last financial crisis, increasing the overall default risk. Investment in passively managed funds has thus increased the portfolio exposure to sovereign risk.


Rubriche

Bankpedia

Bianca Giannini
Concorrenza monopolistica

Alberto Maria Sorrentino
Partenariato Pubblico – Privato (PPP)


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