Editoriale

Saggi

Chiara Guerello
Optimal Operational Monetary Policy and Financial Risk Volatility

Sintesi

Politica monetaria ottima operativa e volatilità del rischio finanziario

Questa analisi si propone di entrare nel dibattito sopra l’evetualità che la Banca Centrale debba considerare come target un qualche indicatore finanziario nel processo definitorio della regola operativa di selezione del tasso d interesse ottimale. Un modello comprensivo di inefficienze finanziarie come proposto da Bernanke et al. [1999] viene arrichito con shock riguardanti la rischiosità e l’incertezza. Il sistema cosi’ ottenuto è risolto mediante un appossimazione fino al second ordine intorno alla steady state, come proposto da Schmitt-Grohé and Uribe [2004b], per considerare shock di ordine superiore al primo. L’analisi del welfare ottenibile raggiungibile mostra che, in un economia finanziariamente limitata, rispondendo all’ammontare del credito nell’economia la Banca Centrale raggiunge un piu’ alto livello di benessere e attenua gli effetti negativi di uno shock postivo riguadante sia la rischiosità sia l’incertezza.

Abstract

Optimal operational monetary policy and financial risk volatility

This analysis aims to enter the debate on whether the Central Bank has to target any financial indicators in setting its optimal operational interest rate rule. A model considering financial frictions as proposed by Bernanke et al. [1999] is enriched with riskiness and uncertainty shocks. The system obtained is solved by a second order approximation around the steady state, as proposed by Schmitt–Grohé and Uribe [2004b], to consider shocks of higher order. The welfare analysis shows that, in a financial constrained economy, by responding to the amount of credit in the economy, the Central Bank reaches a higher level of welfare and smooths the negative effects of either a positive riskiness shock or an uncertainty shock.

Nadia Linciano , Francesco Fancello , Monica Gentile , Matteo Modena
The Liquidity of Dual-Listed Corporate Bonds. Empirical Evidence From Italian Markets

Sintesi

Liquidità e frammentazione degli scambi delle obbligazioni non governative. Evidenza per il caso italiano

Lo studio analizza la liquidità delle obbligazioni non governative con negoziazioni frammentate, alternativamente, su due dei tre principali mercati italiani obbligazionari retail (rispettivamente, DomesticMOT ed EuroTLX, ExtraMOT ed EuroTLX) dal 1° gennaio 2010 al 30 giugno 2013. Analisi descrittive e multivariate evidenziano che alcune caratteristiche dei titoli possono avere un impatto differente sulla liquidità a seconda della piattaforma di negoziazione, suggerendo così che la microstruttura del mercato riveste un ruolo significativo. Inoltre, la liquidità delle obbligazioni bancarie risulta sempre inferiore a quella dei titoli emessi da società non finanziarie, specialmente durante la crisi del debito sovrano. Infine, lo studio esamina gli effetti della frammentazione confrontando la liquidità delle obbligazioni bancarie scambiate contestualmente su DomesticMOT ed EuroTLX con la liquidità di obbligazioni bancarie simili ma negoziate solo su DomesticMOT. L’impatto della frammentazione non è univoco, essendo legato anche ad alcune caratteristiche dei titoli come l’ammontare emesso. Il lavoro presenta un’analisi originale della relazione tra liquidità e frammentazione dei titoli obbligazionari corporate.

Abstract

The Liquidity of Dual-listed Corporate Bonds. Empirical Evidence from Italian Markets

This paper investigates the liquidity of non-government bonds fragmented alternatively across two out of three Italian retail bond markets (i.e., either DomesticMOT and EuroTLX or ExtraMOT and EuroTLX) from January 2010 to June 2013. Descriptive and multivariate analyses of the determinants of liquidity show that, controlling for bond characteristics, liquidity changes across trading venues, thus suggesting that, besides investors’ preferences, market microstructure may play a relevant role. Moreover, on average bank bonds are less liquid than non-financial bonds, especially during the sovereign debt crisis. The paper also investigates the effect of fragmentation by comparing the liquidity of bank bonds fragmented across DomesticMOT and EuroTLX with otherwise similar bank bonds traded on DomesticMOT only. The impact of fragmentation is not clear-cut, depending on some bonds’ attributes, such as the issue size. To our knowledge, this is the first paper investigating the liquidity of dual-listed bonds and the impact of fragmentation on Italian retail corporate bond markets.

Cosimo Magazzino , Filippo Lepore
Le politiche di bilancio nell’eurozona: strategie ed evidenza empirica

Sintesi

Le politiche di bilancio nell’Eurozona: strategie ed evidenza empirica

In questo saggio vengono esaminati gli effetti di ampie manovre di politica di bilancio, ovvero di un consolidamento e di uno stimolo fiscale nei diciotto stati membri dell’Eurozona, in un periodo di riferimento che va dal 1980 al 2015. L’evidenza empirica dimostra che nel caso di uno stimolo fiscale, una riduzione della pressione fiscale e un aumento della spesa pubblica in conto capitale generano un aumento del tasso di crescita economica e un miglioramento dei conti pubblici, mentre l’aumento della spesa corrente ha effetti opposti. Nel caso di un consolidamento fiscale, una riduzione della spesa pubblica corrente rispetto a un aumento della pressione fiscale è più efficace nel comportare un aumento del tasso di crescita economica. Tali risultati sono confermati attraverso studi di regressione. Il tema oggetto d’analisi è quanto mai attuale e si inquadra in un filone di ricerca piuttosto recente, che si arricchisce costantemente di nuovi spunti e suggestioni. I risultati possono essere particolarmente utili stante le conclamate difficoltà che l’UME sta attraversando nel riprendere un sentiero di crescita “virtuosa”. In particolare, essi assumono un rilievo particolare per i PIGS, le cui economie sono affette da “vizi” di lungo periodo.

Abstract

Budgetary policies in the Eurozone: strategies and empirical evidence

In this essay, we examine the effects of large budgetary policy’ maneuvers, namely a consolidation and fiscal stimulus in the eighteen member states of the Eurozone, in a period that goes from 1980 to 2015. Empirical evidence shows that in the case of a fiscal stimulus, a reduction in the tax burden and an increase in capital public expenditure generate an economic growth raise and an improvement in public finances, while the rise in current expenditure has opposite effects. In the case of fiscal consolidation, a reduction of the current public expenditure compared to an increase of the tax burden is the most effective result, increasing the GDP growth rate. These findings are confirmed by regression analyses. The topic of this study is very up-to-date, and it is part of a relatively new area of research, which is continuously enriched by new ideas and suggestions. The results can be particularly useful because of the overt difficulties that EMU is going through in the resume a “virtuous” path of growth. In particular, they stand apart for PIGS, whose economies are suffering from long-run “defects”.


Contributi

Beatrice Ronchini
La cultura finanziaria delle donne: evidenze recenti e spunti di riflessione

Sintesi

La cultura finanziaria delle donne: evidenze recenti e spunti di riflessione

Una ricca letteratura documenta che, in pressoché tutti i Paesi, le donne dispongono in media di un livello di alfabetizzazione finanziaria inferiore a quello degli uomini. Il presente lavoro intende proporre un quadro concettuale per lo studio del gender gap nel campo della literacy finanziaria. Dopo avere passato in rassegna i principali studi che provano l’esistenza di differenze di genere nei livelli di cultura finanziaria, il paper contribusce a fare chiarezza sulle possibili cause del fenomeno sistematizzando le molteplici prospettive interpretative esistenti. La letteratura sulle cause del gender gap nel campo della cultura finanziaria è ancora in fase embrionale: diversi studi offrono chiavi interpretative complementari - ipotizzando ora divari di abilità, differenze attitudinali o gap di opportunità socio-economiche tra i generi - ma il “puzzle” è ben lungi dall’essere completato. Nelle riflessioni conclusive si evidenziano le implicazioni di policy dell’analisi svolta e si delineano gli spazi di ulteriore approfondimento.

Abstract

Women’s Financial Literacy: Insights and evidence

A relatively broad range of empirical studies documents that women are typically less financially literate than men and less confident in their financial skills; the empirical evidence of the gender gap are persistent and widespread across surveys and countries. This paper proposes a conceptual framework for the study of the gender gap in financial literacy. After exploring the phenomenon through a systematic review of the literature, our purpose is to make some progress in better understanding what drives such gender differences in financial literacy. The literature on the potential causes of this gender gap is still in its infancy: several studies offer complementary explanations - including differences in skills, attitudes and opportunities - but the “puzzle” is far from solved. The paper concludes by looking at areas for further research and by discussing what can work to remedy these gaps.


Saggi - Sezione giovani

Tommaso Gragnolati
The role of fiscal fundamentals deterioration and contagion on Italian long-term spreads in the European sovereign crisis

Sintesi

Il ruolo del deterioramento dei fondamentali fiscali e del contagio sul premio per il rischio italiano nella la crisi europea dei debiti sovrani

In quest’articolo si sostiene che la maggior parte dell’incremento del premio per il rischio sui Titoli di Stato italiani (e di altri paesi periferici dell’area euro) che ha avuto luogo dalla fine del 2009 sia attribuibili a varie forme di contagio, mentre solo una parte sia stata dovuta al deterioramento dei fondamentali fiscali. Si effettua un’analisi empirica sull’evoluzione del premio per il rischio sui Titoli di Stato italiani, dalla formazione dell’unione monetaria fino alle fasi più acute della crisi europea dei debiti sovrani. L’obiettivo e’ di distinguere e quantificare il contributo del deterioramento dei fondamentali fiscali e degli effetti del contagio, che sono scomposti nelle forme di “shift”, “wake-up-call” e “pure” (seguendo l’approccio di Giordano et al. 2012). Identificare correttamente le fonti dell’incremento dei costi di finanziamento per il governi dei paesi periferici comporta significative implicazioni politiche. In particolare, un impegno unanime di natura politica da parte delle istituzioni europee a sostegno dell’integrazione tra i paesi dell’Unione Monetaria Europea potrebbe aver limitato l’impatto economico della crisi europea dei debiti sovrani.

Abstract

The role of fiscal fundamentals deterioration and contagion on Italian long-term spreads in the European sovereign crisis

In this paper we argue that most of the rise in the Italian (and other peripheral countries) long-term sovereign spreads that took place from late 2009 can be attributed to various forms of contagion, whereas only part of it originated from a deterioration in fiscal fundamentals. We carry out an empirical analysis on the evolution of Italian long-term sovereign spreads, from the formation of the monetary union to the end of the most acute phase of the European sovereign crisis. We aim to distinguish and quantify the contribution to risk premium of fiscal fundamentals deterioration and contagion effects, which are broken down in the form of shift, wake-up-call and pure (following Giordano et al. 2012). We first review the main economic literature on the topic. We then build a general fixed effects regression model to investigate the relationship between sovereign yields and fiscal fundamentals for 11 major euro area countries. Lastly, we focus on the modeling of contagion effects on Italian spreads throughout the European sovereign crisis up to the end of 2012. The main contribution lies in the extension of the work of Di Cesare et al. (2012) and Giordano et al. (2012) with respect to the econometric modeling of the effects of contagion on Italian long-term spreads. Correctly identifying the source of the increase in peripheral governments funding costs bears significant policy implications. In particular, a unanimous and committed European political response sustaining and boosting integration might have limited the economic impact of the European sovereign crisis.


Rubriche

Francesco Chiappetta , Massimo Menchini , Simone Scettri , Alessandra Stabilini , Filippo Zabban
Il modello monistico. Un’opportunità per l’evoluzione della governance


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